La scelta dell’agricoltura biologica nasce in seguito agli studi che Giovanni Battista d’Orsi ha intrapreso nel suo percorso all’Università di Agraria e continuati dopo la laurea con il Master su valutazioni d’impatto ambientale.

Con l’acquisto di Casaloste nel 1992, Giovanni ha poi frequentato un Master in Enologia e potuto mettere così personalmente in pratica tutte le sue competenze in materia, decidendo fin da subito di iniziare l’attività produttiva utilizzando metodi di coltivazione biologica.

Come agronomo, Giovanni ha sempre ritenuto l’agricoltura biologica un sistema di coltivazione non diverso per finalità di produzione, qualità ed efficienza ,da quello convenzionale ma che segue una scala di priorità organizzata per risultare assolutamente compatibile con l’ambiente in cui opera.

Le regole principali di coltivazione si possono riassumere in: utilizzo di pratiche colturali che tengano conto della struttura e degli equilibri del terreno; uso di fertilizzanti di natura organica; esclusione di prodotti di sintesi chimica. La certificazione presso enti riconosciuti dai governi dell’UE di fatto attesta la regolarità delle pratiche di agricoltura biologica.

Importante è sotto lineare che l’agricoltura biologica non rinuncia al progresso tecnologico e alla ricerca scientifica ma coniuga efficienza di produttività e qualità con l’equilibrio ambientale e la sostenibilità.

 

 

Una scelta questa, considerata all’epoca coraggiosa: prima Azienda biologica certificata (1994) di Panzano in Chianti e fra le prime anche nell’intero territorio del Chianti, la scelta del Bio è stata una vera sfida.

La convinzione dell’importanza dell’utilizzazione di metodi di agricoltura biologica sul territorio, è stata poi condivisa con altre Aziende produttrici di Panzano, con cui Casaloste ha costituito l’Unione Viticoltori di Panzano.

L’Unione, nata nel 1996, lega principalmente i produttori in un vincolo di amicizia, condividendo gli stessi obiettivi di qualità dei prodotti e del rispetto dell’ambiente pur mantenendo ognuno la propria identità.

Questo impegno comune ha portato al riconoscimento di Panzano come eccellenza nella produzione biologica con circa il 90% della superficie vitata di Panzano certificata Bio.

Nell’ambito della sostenibilità e del rispetto ambientale , l’Unione Viticoltori ha finanziato la nascita della Stazione Sperimentale SPEVIS, una struttura privata che studia avanzate soluzioni e strategie che permettano di limitare l’uso di insetticidi nella gestione dei vigneti Bio.

Sono partiti difatti da Panzano in Chianti i primi monitoraggi , rilevamenti dati meteorologici , controlli e sperimentazioni nel territorio, con l’intento di osservare eventuali criticità e prevenirle utilizzando solo metodi di agricoltura biologica.

Il coordinamento fra le Aziende, si concretizza attraverso l’invio via mail di bollettini tecnico-pratici con i suggerimenti sugli interventi da fare in campo .

Un lavoro di squadra che aiuta i produttori a mantenere un più attento monitoraggio in campo e a trovare soluzioni eco-compatibili , i cui benefici si riflettono sul valore dei prodotti ottenuti.